 Quando si parla di simulatori videoludici dedicati a qualche genere di sport, indubbiamente quelli più comuni e certamente noti in tal senso sono i videogame dedicati al calcio, sport che soprattutto nel nostro paese è il più diffuso ed amato dalle persone. Pur essendo il più amato, ovviamente non è l'unico e tra i molti titoli sportivi che ogni anno approdano nei negozi di tutto il mondo (Italia compresa) una delle saghe più longeve è certamente quella di NBA 2K, simulatore sportivo che, come si può comprendere facilmente dal titolo, è dedicato al Basket.
 Nata quasi in sordina, la saga di Uncharted è riuscita sin dal primo episodio a conquistarsi favori e simpatie di pubblico e critica, grazie al suo sapiente mix tra cinema e videogioco che ha trovato la sua reason d’etre specialmente con il sequel, Il Covo dei Ladri, che ha sdoganato un concept ludico quasi unico per il panorama videoludico. Evolvere quel concept non era affatto facile. Ma Naughty Dog è uno studio talentuoso, e con Uncharted 3: L’Inganno di Drake, che mette fine (salvo sorprese) alla saga su PlayStation 3, ha dimostrato di saperlo fare sin dalla prima presentazione in-game. Arrivato sul mercato italiano la scorsa settimana, il gioco ha inevitabilmente già conquistato i cuori dei fan PlayStation 3.
 Il personaggio fumettistico di Batman della DC Comics è senza dubbio uno dei più longevi ed amati del settore, divenuto un enorme successo nel corso della sua esistenza anche grazie al contributo dato da produzioni appartenenti ad altri settori come pellicole cinematografiche, serie animate e molto altro ancora. In ambito videoludico, tuttavia, è nel 2009 che il celeberrimo Cavaliere Oscuro riesce ad affermarsi grazie proprio a Batman: Arkham Asylum. Il titolo in questione, come molti ricorderanno, approdato nei negozi senza grandi campagne pubblicitarie, è riuscito ad ottenere un enorme riscontro in termini di critica e pubblico divenendo la rivelazione videoludica di quell'anno, ricevendo un'accoglienza decisamente positiva ed ottenendo recensioni fantastiche, grazie proprio all'ottimo lavoro svolto dal prima sconosciuto team Rocksteady Studios, riuscito nell'intento di creare una esperienza di gioco carica delle classiche atmosfere presenti nei fumetti dell'uomo pipistrello.
 La crescente popolarità di Demon’s Souls è stata un fenomeno affascinante. Distribuito inizialmente solo in Giappone, nel corso dei mesi si sono sparse voci elogianti alle sue qualità. In poco tempo, l'esclusiva PlayStation 3 che doveva restare un esperimento confinato al paese nipponico, divenne un successo mondiale, tale da convincere lo sviluppatore a esportare il titolo anche in occidente. Dark Souls dunque è stata naturale conseguenza. Questa volta anche su Xbox 360 (ecco spiegato il motivo del cambio di nome), il sequel spirituale dell’amato Demon’s Souls è arrivato da qualche settimana in tutto il mondo, spingendo critica e giocatori all’inevitabile confronto con il suo esemplare predecessore. Minestra riscaldata o nuovo successo ludico?
 Quando dieci anni fa ICO venne pubblicato su PlayStation 2, le prime valutazioni di stampa e giocatori non furono propriamente positive. All’opera prima di Fumito Ueda, si criticava infatti qualche difetto di progettazione nel gameplay, combinata ad una longevità piuttosto scarsa. Con il passare degli anni, ICO divenne simbolo del videogioco diverso, che puntasse più che altro ad un’espressione artistica vivace e convincente: cosa in cui il gioco giapponese era davvero padrone. Il suo sequel/prequel Shadow of the Colossus raccolse in pieno l’eredità del predecessore, convincendo Sony a finanziare un terzo progetto, The Last Guardian, che vedrà la luce nel 2012 su PlayStation 3. Nel frattempo, è stata commercializzata la rimasterizzazione in HD dei primi due episodi. ICO & Shadow of the Colossus Classics HD è pronto a far riemozionare i suoi vecchi fan, e farne emozionare di nuovi.
 E' il 2005 ormai inoltrato quando, al culmine del successo della sua console casalinga PlayStation 2, che ha raggiunto praticamente la fase finale del suo ciclo di vita, Sony rende disponibile il primo videogame di una serie che mescola un gameplay pieno di azione e combattimenti spettacolari ad un comparto grafico eccezionale il tutto condito da una storia coinvolgente: parliamo di God Of War. Il videogame in questione, al momento della sua uscita, ha attirato l'attenzione di critica e pubblico guadagnandosi un grande successo in tutto il mondo e facendo del team Santa Monica Studio una software house lodata da tutti con in mano quello che ancora oggi può essere considerato una delle esclusive PlayStation più famose ed amate degli ultimi anni.
 E' l'anno 2006 e la console di nuova generazione di casa Sony, PlayStation 3, è approdata nei negozi da pochi mesi, registrando dei dati di vendita tutt'altro che soddisfacenti, problema dovuto soprattutto al considerevole costo della piattaforma di gioco. I videogiocatori in tutto il mondo cominciano a prendere confidenza con le nuove console e le lotte di esclusive tra Microsoft e la stessa Sony iniziano a farsi interessanti. Proprio per questo, la compagnia giapponese inizia a tastare il terreno al riguardo ed è così che decide di chiedere alla software house Insomniac Games di creare qualcosa di consistente ed in grado di attrarre i giocatori. Dal canto suo il team Insomniac è ormai esperto nella creazione di franchise videoludici di successo grazie all'esperienza fatta con la saga platform Spyro The Dragon e l'altro brand nato nella passata generazione di console ed ancora nel pieno delle forze, Ratchet & Clank, e per questo motivo decide di darsi da fare per dare vita a qualcosa di totalmente nuovo che si distacca parecchio dalle tipiche atmosfere divertenti e cartoonesche famose nei videogames targati Insomniac Games.
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