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Recensione Uncharted 3: L'Inganno di Drake per PlayStation 3

Recensione Uncharted 3: L'Inganno di Drake per PlayStation 3Nata quasi in sordina, la saga di Uncharted è riuscita sin dal primo episodio a conquistarsi favori e simpatie di pubblico e critica, grazie al suo sapiente mix tra cinema e videogioco che ha trovato la sua reason d’etre specialmente con il sequel, Il Covo dei Ladri, che ha sdoganato un concept ludico quasi unico per il panorama videoludico.

Evolvere quel concept non era affatto facile. Ma Naughty Dog è uno studio talentuoso, e con Uncharted 3: L’Inganno di Drake, che mette fine (salvo sorprese) alla saga su PlayStation 3, ha dimostrato di saperlo fare sin dalla prima presentazione in-game. Arrivato sul mercato italiano la scorsa settimana, il gioco ha inevitabilmente già conquistato i cuori dei fan PlayStation 3.
Recensione Uncharted 3: L'Inganno di Drake per PlayStation 3
Il prode avventuriero Nathan Drake è fortemente deciso a rivelare il grande segreto nascosto dal suo lontano avo, l’esploratore Sir Francis Drake. Questa volta, seppur ostacolato da una pericolosa organizzazione segreta capitanata dalla perfida Marlowe (vecchia fiamma del compagno d'avventure di Nate, Sullivan), decide di mettersi in viaggio verso il caldo deserto del Rub’al-Khali, uno dei posti inospitali e per ovvi motivi inesplorati del pianeta. Il suo obiettivo è trovare la misteriosa Atlantide del deserto, un’antica città che, si narra, è stata inghiottita dalle sabbie secoli or sono per una maledizione divina.

Una storia, quella raccontata da Uncharted 3, affascinante per gli obiettivi posti da Drake, ma che non riesce a lasciare il segno, confermando in questo senso le debolezze dei predecessori. Nonostante i dialoghi siano ben scritti, e la regia dei filmati sia a livelli cinematografici, la trama non riesce mai a decollare, sia per la mancanza di veri colpi di scena, sia per l’incapacità da parte degli sceneggiatori di dare la giusta profondità ai personaggi, specialmente quelli antagonisti, lasciando ad un certo punto quasi un senso di vuoto. Sebbene vada ammesso che il rapporto tra Nate e Sully è stato approfondito in maniera interessante, la trama si rivela essere alla fine solo un buon motivo per arrivare sino ai titoli di coda. Simpatica e leggera, ma mai incisiva. E forse per un gioco come Uncharted può anche andare bene così.

Per quanto concerne la struttura ludica, Naughty Dog espande, come accennato in apertura di articolo, il concetto di gameplay cinematografico che impressionò con Uncharted 2: Il Covo dei Ladri. I ventidue capitoli necessari per portare a termine l’avventura (la durata si aggira tra le 8-10 ore, leggermente inferiore alla media dei primi Uncharted), sono un continuo susseguirsi di eventi spettacolari nei quali il giocatore è il primo partecipe.

Recensione Uncharted 3: L'Inganno di Drake per PlayStation 3
Se la prima parte è relativamente più “tranquilla” e dedicata alla risoluzione di enigmi ambientali (la quantità è aumentata, non la qualità) intervallati da fasi di shooter in terza persona, dalla metà in poi Uncharted 3 si scatena letteralmente. L’utente, nei panni di Nathan Drake, è sballottato continuamente in situazioni che sembrano uscite direttamente da uno spettacolare blockbuster cinematografico. Non le riveleremo qui per non rovinare la sorpresa a nessuno, ma la sequenza del deserto più volte mostrata da Naughty Dog sarà semplicemente “una tra le tante”. 

È proprio qui che il gioco rischia di dividere però i pareri degli appassionati. Se da una parte c’è chi apprezzerà parecchio la scelta di affondare il piede sull’acceleratore puntando dritti verso un’esperienza ludico-cinematografica, altri avrebbero preferito il bilanciamento con il gameplay classico che contraddistinse il Covo dei Ladri. A volte si ha l’impressione che Uncharted 3 voglia davvero esagerare nel trasportare l’utente in situazioni al di fuori del normale. Spettacolari e incredibilmente coinvolgenti alla prima run, ma che a nostro parere limitano il fattore rigiocabilità, forte invece nei predecessori. 

Tutto questo genera una serie di conseguenze inevitabili: il level design è in gran parte fortemente lineare, con fasi platform semplicistiche e guidate, e quelle shooter addirittura peggiorate dal predecessore. Colpa del nuovo sistema di mira, che manca completamente gli obiettivi di realismo cercati da Naughty Dog, rivelandosi talvolta frustrante e falcidiato da un grave imput lag. Fortunatamente, è prossima alla pubblicazione una patch che dovrebbe risolvere questa problematica.

C’è inoltre da considerare che quando si tratta di sparare, Uncharted 3 diventa un titolo normalissimo, raramente coinvolgente e con troppi bassi, andando quasi a stridere con il resto dell’offerta ludica. Oltre al pessimo sistema di mira già evidenziato, la causa va attribuita ad una intelligenza artificiale a tratti mediocre, con i nemici che diventano un serio problema soltanto quando saranno abbastanza numerosi, e di una gestione di queste fasi non proprio eccezionale. Talvolta, sembrano messe lì giusto per dinamizzare il ritmo, rivelandosi i momenti peggiori della produzione (salvo qualche sporadico caso).

Recensione Uncharted 3: L'Inganno di Drake per PlayStation 3
Tuttavia, al netto di quanto evidenziato, Uncharted 3 resta un gioco in grado di rapire l’utente. La scenografia offerta dalle ambientazioni è meravigliosa, se si eccettua qualche stonatura, insieme al ritmo sempre crescente fino a sfociare a quelle che sono tra le sequenze ludiche più spettacolari dell’intera industria di videogiochi. Non si vuole biasimare eccessivamente Naughty Dog per aver spinto tantissimo su questa verve cinematografica: era un obiettivo palesemente dichiarato, ed è stato raggiunto. Aldilà dei difetti oggettivi, funziona e non annoia mai.  

Chiudendo il discorso sul single player, passiamo al multiplayer, introdotto per la prima volta nella serie con il secondo episodio, le cui funzionalità sono state espanse inevitabilmente con il threequel, mirando a correggere gli errori del passato. Più che un inutile accessorio, questa volta il gioco online è davvero un serio motivo per non riporre Uncharted 3 sullo scaffale dopo aver visionato i titoli di coda dell’avventura.

Chiaro che Naughty Dog abbia concesso molte attenzioni a queste modalità, consapevole del fatto che il multiplayer è il vero fenomeno di massa di questa generazione video ludica. Ecco quindi che Uncharted 3 su PlayStation Network è praticamente un’esperienza a parte totalmente slegata dal singolo. Le tipologie di gioco disponibili sono varie e molto divertenti. Il tutto supportato da un sistema di crescita del personaggio compreso di perks, che consente di personalizzare al meglio il proprio alter-ego online. 

Lo sviluppatore ha poi deciso un tocco della formula tipica di Uncharted. Ci riferiamo precisamente ad eventi totalmente spettacolari e casuali che talvolta arrivano a sconvolgere l’equilibrio nelle ottime mappe di gioco, queste dall’ottimo design e mai banali dal punto di vista stilistico. L’online in Uncharted 3 è di conseguenza un eccellente modo per allungare la longevità di gioco: se si considera inoltre il prossimo arrivo di numerosi DLC, è facile supporre che il disco de “L’Inganno di Drake” non lascerà le vostre PlayStation 3 tanto presto.

Al termine di questa lunga analisi, il comparto grafico, che ha fatto discutere (naturalmente in positivo) sin dal primissimo trailer di presentazione del gioco. Quello fatto da Naughty Dog è un lavoro da artisti più che da tecnici vogliosi di spremere al massimo le prestazioni di PlayStation 3. Sottolineato che la console Sony è probabilmente arrivata comunque davvero al limite, lo studio statunitense ha lavorato sul dettaglio, lasciando perdere volutamente gingilli tecnici come il motion blur (assente).

Recensione Uncharted 3: L'Inganno di Drake per PlayStation 3
Ciò che impressiona di Uncharted 3 è che tutto appare più vivo che realistico al vedersi. Basti guardare con attenzione Nathan Drake, che interagisce con qualsiasi elemento dell’ambiente di gioco: si appoggia ad un muro per mantenersi in equilibrio, se tocca un cesto di frutta l’interno viene scombussolato e decine di altre attenzioni che danno l’impressione di stare controllando, nei limiti della cosa, una persona in carne ed ossa. 

Quanto illustrato, viene accompagnato da un impianto di illuminazione impressionante ed una direzione artistica e registica d’antonomasia, che ci porta a collegarci un attimo alle situazioni ultra-spettacolari accennati in fase di analisi del gameplay. Sebbene il salto da Uncharted 2 non sia evidentissimo, questo terzo capitolo è un vero pericolo per le mascelle dei giocatori, che rimarranno estasiati da quanto è capace di muovere a schermo Uncharted 3.

Eppure, anche qui c’è qualcosa da sottolineare in negativo. La PlayStation 3, come detto, è stata davvero portata al limite e questo ha costretto lo sviluppatore a qualche compromesso tecnico per salvaguardare un frame rate comunque impostato a 30 immagini per secondo, sporadicamente soggetto anche a qualche calo. A parte l’eliminazione del motion blur (la cui assenza è comunque marginale), la risoluzione è fissa a 720p e l’anti-aliasing è usato a dosi nei diversi livelli di gioco. In parole povere, quando è stato possibile utilizzarlo senza rovinare la fluidità visiva è stato fatto, regalando al giocatore una pulizia d’immagine quasi perfetta. In altri casi invece le scalette a schermo sono persino evidenti, qualcuna pure fastidiosa. A tutto questo, si aggiungono infine delle ombre spesso seghettate, anche se non mancano quelle di eccellente qualità. 

Il comparto sonoro si attesta sempre su livelli di eccellenza. Ad un ottimo doppiaggio in italiano, si accompagna una colonna sonora che vanta dei pezzi di assoluta meraviglia, con un buon montaggio atto a sottolineare perfettamente qualsiasi momento di gioco.

Recensione Uncharted 3: L'Inganno di Drake per PlayStation 3
Commento finale
Uncharted 3: L’Inganno di Drake è un titolo capace di rapire ed emozionare il giocatore come pochi sanno fare. Naughty Dog ha evoluto alla perfezione il concept di gameplay cinematografico introdotto con il secondo capitolo, dando vita a un’avventura dai ritmi sempre serrati e spettacolare, accompagnata da un ottimo comparto multiplayer. Peccato che non siano stati risolti alcuni difetti storici della serie, e ne sono stati peggiorati altri come le fasi shooter. Inoltre, qualcuno potrebbe non apprezzare “l’eccesso” di sezioni dal taglio cinematografico e preferire il miglior bilanciamento mostrato da Uncharted 2. Problematiche che minano un po’ il giudizio complessivo finale sulla produzione, ma che non ci impediscono di consigliare il gioco a chiunque possegga una PlayStation 3.

IN:
  • Gameplay cinematografico incredibilmente spettacolare
  • Graficamente il top
  • Regia e direzione artistica di alta qualità
  • Multiplayer ricco
OUT:
  • Qualche difetto grafico
  • Longevità inferiore rispetto i due predecessori
  • Fasi shooter mediocri
  • Enigmi e fasi platform ancora troppo semplici
Pagella:
Grafica: 9
Sonoro: 9,5
Giocabilità: 8,5
Longevità: 8,5
Globale: 9,0

Scheda tecnica:
Compatibilità: PlayStation 3
Produttore: Sony Computer Entertainment
Sviluppatore: Naughty Dog
Data di uscita: disponibile
Prezzo: € 69,99
Link: Uncharted 3
 

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