 Ci sono titoli che all’interno di una saga rappresentano dei veri e propri pilastri. Altri invece vengono presto lasciati nel dimenticatoio, a causa del loro essere autoconclusivi e forti soltanto di una natura che preferisce riprendere i canoni classici invece di addentrarsi in territori sconosciuti. Ebbene, Assassin’s Creed: Revelations in un qualche modo riesce a fondere queste due caratteristiche, lasciando nei titoli di coda il giocatore tanto interdetto quanto entusiasta.
 Nel marasma di titoli estivi che Microsoft ha rilasciato durante la stagione, a chiudere il ciclo degli XBLArcade la casa di Redmond ci lascia fra le mani un mai troppo classico hack'n'slash. Un genere storicamente longevo, conosciuto e piacevole, spesso alla portata di tutti con un minimo di dedizione. Ultimamente, tuttavia, parallelamente alla loro espansione in formato digitale vi è purtroppo stata una scarsezza di idee ad accompagnare il settore, il quale oggigiorno risulta così spesso pieno di cloni con trovate poco originali. Non da meno è Crimson Alliance, un action RPG dalle tinte medievali, che seguendo il filone di capolavori come Diablo tenta di rispolverare i gloriosi hack ‘n’ slash. Ma dopo tanta attesa, ne sarà valsa la pena?
 Come abbiamo scritto e ripetuto quasi fino allo sfinimento, l’ attesissimo sparatutto Rage segna il grande ritorno sulle scene della storica software house id Software e di John Carmack in persona, creatori dei famosissimi Doom e Quake. Al di là di ogni possibile opinione soggettiva sul gioco, che noi abbiamo testato nella versione per gaming console Xbox 360 (ma è disponibile anche per PC Windows, versione recensita dai nostri colleghi di Hi-Tech Italy, e per PlayStation 3), appare da subito evidente come anche in questo caso id Software abbia mostrato a tutti la propria abilità nel confezionare un FPS di classe e di altissimo impatto visivo, seppure caratterizzato da un gameplay che potremmo definire tipico della vecchia scuola.
 Saghe come quelle di Halo non nascono dall'oggi al domani. Era il 2001, Microsoft si affacciava per la prima volta nel difficile mondo dell'intrattenimento elettronico casalingo e la sua Xbox era pronta a debuttare in un mercato che ha dimostrato di imparare a conoscere solo nel corso degli anni. Tra i titoli di lancio della console, spiccò Halo: Combat Evolved, sparatutto fantascientifico in prima persona (del quale uscirà quest'anno un remake) che narrava le vicende di Master Chief, soldato del futuro geneticamente modificato impegnato a respingere la minaccia dei Covenant, misteriosa razza aliena che, negli anni del 2500, ha dichiarato guerra agli esseri umani promettendo di distruggerli.
 Il sempre più fiorente mercato dei titoli destinati al servizio digitale XBLA - Xbox LIVE Arcade ha convinto nel tempo anche le grandi case a fare importanti investimenti con la realizzazione di prodotti appositamente dedicati. Ma tra queste spiccano molte volte le produzioni indipendenti, realizzate con cura ed amore da piccoli team che hanno voglia di mettersi alla prova, anche prendendosi rischi notevoli, basti pensare a Limbo, di recente pubblicato anche su PlayStation Network, che tocca i delicati temi della morte con una maturità piuttosto invidiabile. Bastion, oggetto di questa recensione e primo titolo della Summer of Arcade, affronta in maniera del tutto personale invece i temi post-apocalittici, immergendo il giocatore in un mondo distrutto ma al contempo affascinante.
 Ci sono poche case al mondo come Obsidian Entertainment in grado di scrivere dialoghi di qualità importante, e dimostrazione palese lo è stato Fallout: New Vegas, che ha presentato una trama complessivamente migliore e meglio scritta rispetto a quella del “predecessore” Fallout 3. C’è un problema però con i giochi prodotti da Obsidian, solitamente colpiti da bug, più o meno vari, che rischiano molte volte di compromettere la qualità intera della produzione. Basti pensare a Neverwinter Nights 2, Star Wars: Knights of The Old Republic 2, Alpha Protocol e, appunto, Fallout: New Vegas. Titoli di qualità, per certi versi migliori dei rispettivi predecessori, ma falcidiati da una quantità di bug quasi vergognosa tale da scatenare verso il team un mare di critiche. Ma, i ragazzi di Obsidian con la penna ci sanno fare e con Old World Blues, ultima espansione di New Vegas, lo hanno dimostrato ancora una volta.
 Mettiamola così. Un gioco di ballo per una periferica che si basa tutta sui movimenti dell’intero corpo del giocatore era scontato. E forse è ancora più bello scoprire che a realizzarlo sono dei maestri del gaming musicale come Harmonix, autori del franchise di Rock Band. Non è un’esagerazione affermare che Dance Central per Xbox 360 possa diventare per i titoli di danza quello che Rock Band è diventato per i titoli musicali con chitarra e batteria, dopotutto siamo di fronte forse al miglior videogioco disponibile in questo momento per Kinect.
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