L’espansione del gioco in multiplayer online ha certamente contribuito a cambiare le mire di publisher e sviluppatori, che ormai praticamente non possono esimersi dal rilasciare un prodotto incompleto di modalità dedicate al gioco in rete.C’è chi va oltre. Come Splash Damage e Bethesda, che decidono di costruire uno sparatutto totalmente incentrato sul multiplayer il quale, seppur non disdegni il gioco in solitario, è chiaramente stato costruito e progettato per essere giocato in rete con gli amici. Parliamo ovviamente dell'ormai ben conosciuto Brink, prossimo all’uscita anche in Italia su PC, PlayStation 3 e Xbox 360, di cui hanno parlato più volte anche i colleghi di Hi-Tech Italy.

Brink è un progetto, per chiara dichiarazione dello sviluppatore, che cerca di rivoluzionare il genere di appartenenza. Cosa non facile, vista la grande espansione di questo genere di produzione che negli ultimi anni ha portato quasi ad una saturazione del mercato che lascia poco, pochissimo spazio ai nuovi arrivati.
Questo titolo però ha le carte in regola per distinguersi, e riesce a dimostrarlo. Seppur complessivamente non impressioni chissà in quale maniera. Seppur manchi di apportare vere novità di rilievo per gli sparatutto in prima persona, è in grado di dire la sua, e potenzialmente in grado di farsi apprezzare da una folta schiera di appassionati.
Non è chiaro il periodo temporale in cui le vicende sono allocate, ma il gioco parla comunque di Ark, una grande città auto-sufficiente sospesa sull’oceano che è caduta in rovina dopo appena 40 anni di funzionamento. Gli abitanti rimasti vivono in baraccopoli, mentre il governo dimostra di voler far tornare, anche con la forza, la città agli splendori di un tempo. La popolazione cerca invece il modo di fuggire.
Il giocatore si trova dunque in mezzo tra le due parti, dovendo scegliere subito all’inizio se “Salvare” Ark o abbandonarla del tutto, se far parte delle forze governative o quelle ribelli, che hanno deciso di rispondere pan per focaccia ai soprusi dell’esercito.

Dopo il filmato iniziale, si viene subito introdotti in uno dei maggiori pregi di Brink: la personalizzazione del proprio alter-ego. Il gioco realizzato da Splash Damage permette infatti di poter creare un soldato a completo proprio piacimento, agendo sia sull’aspetto fisico (importante anche ai fini del gameplay, un personaggio magro, ad esempio, sarà più agile, mentre uno robusto sarà più resistente ai colpi) sia sull’equipaggiamento portato in battaglia sia sul semplice vestiario.
Le capacità dell’editor si espandono inoltre ad armi ed abilità: le prime possono essere sistemate o migliorate tramite l’apporto di nuovi pezzi che si guadagnano al prezzo del completamento di sfide dedicate, mentre le altre seguono una normale progressione da gioco di ruolo, con punti da spendere al raggiungimento di un nuovo livello.
Ma prima di passare ad una profonda analisi delle modalità di gioco, va detto che se l’intenzione è quella di acquistare Brink per giocare esclusivamente in singolo tanto vale dirottare i risparmi verso altre produzioni.
Brink, come detto, è stato chiaramente pensato per essere apprezzato in multiplayer, tanto che la campagna in singolo, che prevede lo svolgimento da entrambe le fazioni, è praticamente composta da partite con avversari controllati dalla CPU (dotati di una scarsissima intelligenza artificiale) durante le quali bisognerà completare alcuni obiettivi per, va detto, sbloccare il filmato successivo.
Tutto qua, non c’è alcuna variante alla formula di gioco rispetto al multiplayer, né la voglia di studiare un level design più complesso e differente da una semplice mappa per il gioco in compagnia. Peccato perché l’incipit era interessante, ed una campagna in singolo a parte, studiata appositamente non sarebbe stata affatto mal gradita.

Fatta la premessa si può dire tranquillamente che il gioco centra il suo obiettivo. Differentemente da altri esponenti del genere, Brink è un titolo che premia sul serio il gioco e le tattiche di squadra, e lascia poco, pochissimo spazio alle sortite solitarie dei fenomeni della rete.
Le quattro classi da scegliere (tecnico, agente, soldato e medico) prima dell’inizio del match, e intercambiabili comunque nel corso dello stesso, danno ad ogni giocatore il proprio ruolo predefinito, rendendo la collaborazione semplicemente fondamentale per portarsi a casa la partita.
L’estrema personalizzazione accennata in apertura di articolo contribuisce inoltre a dare ad ogni giocatore la propria personalità ed il personalissimo modo di affrontare le partite. Per questo, si consiglia inoltre, se possibile, di prendere Brink nel caso si abbia un gruppo di amici consolidato per giocare in rete: conoscere sé stessi ed i propri compagni sarà ancor più un valor aggiunto in questo caso.
Le partite in Brink sono infatti complessivamente contraddistinte dal raggiungimento di un obiettivo sulla mappa: la difesa di una zona, di un alleato o di un punto di accesso, così come la cattura di un nemico, la distruzione di una postazione avversaria e molto altro ancora.
Il tutto arricchito dalla presenza di avamposti i quali, una volta conquistati, permettono alla squadra di avere un vantaggio territoriale in più su una certa zona, pratica fondamentale quando l’obiettivo sarà proprio quello di tenere una determinata posizione.

Non finisce qui. Brink, e non sono in molti a farlo, offre tra le sue possibilità anche il parkour, una pratica divenuta famosa nei videogiochi in particolar modo grazie a Mirror’s Edge. Tramite questa straordinaria agilità donata a tutti i concorrenti, si ha l’opportunità di arrampicarsi praticamente ovunque nelle mappe di gioco, di fare salti al limite del mortale o spettacolari scivolate per evitare i colpi nemici.
Insomma, Brink ha il merito particolare di saper unire la ragionevolezza tattica tipica di determinate situazioni con la frenesia e la velocità degli sparatutto di stampo arcade, offrendo nel complesso un mix ben riuscito che sarà in grado di divertire ed appassionare molti giocatori, specialmente coloro che amano ogni giorno confrontarsi nella lande di Xbox LIVE e PlayStation Network.
Non tutto è oro ciò che luccica, perché anche Brink mostra il fianco ad un po’ di magagne. Si è già parlato dell’inutilità del single player, ma non si è ancora detto della complessiva goffaggine del parkour, generalmente inferiore a quello visto e giocato in Mirror’s Edge, delle animazioni e di qualche bug sui modelli poligonali dei soldati e un po’ la sensazione di confusione nei momenti più caldi dei match, dovuta all’eccessiva frenesia accennata in precedenza che deve fare i conti, appunto, con la goffaggine del personaggio.

Delude in parte anche il comparto grafico, poiché della straordinaria pulizia visiva vista nei trailer e nelle immagini promozionali non esiste, facendo apparire il tutto leggermente sfuocato ed a tratti fastidioso.
Texture slavate, una fisica applicata agli oggetti quasi nulla e delle animazioni dei personaggi scadenti con un sistema di collisioni obsoleto completano il quadro negativo di un engine che ha chiaramente ben altre potenzialità
Nel corso della prova, lo sviluppatore ha invitato ad installare il gioco su hard disk per migliorare la situazione, soprattutto sul versante del frame-rate, e la cosa è effettivamente andata a buon fine. Inoltre, è stata distribuita già una patch mirata proprio a risolvere queste magagne, ma nel complesso, nonostante i miglioramenti, era palese si potesse fare qualcosa di più.
Deludente il sonoro. Un pessimo, davvero pessimo doppiaggio in italiano è accompagnato da una colonna sonora discreta ma per ovvi motivi praticamente assente se non nei filmati o nei menu di gioco.

Non sono difetti che minano totalmente le qualità di Brink, ma sembra chiaro che ad un certo punto qualcuno abbia chiuso porte e portoni per rispettare la delicatissima data di uscita che non lo portasse a confrontarsi direttamente con i mostri commerciali del genere o con l’avara stagione estiva.
Va precisato che non si sta parlando affatto di un prodotto incompleto, ma semplicemente di un gioco che con un paio di mesi, forse tre, di lavorazione in più, avrebbe potuto essere migliore di quello che è, e rimane comunque un titolo espressamente consigliato a tutti gli appassionati.
Commento finale
Brink è un ottimo sparatutto multiplayer. Variegato, longevo, estremamente personalizzabile basato il tutto sul gioco tattico, merito anche dell’eccellente costruzione delle mappe, che da poco spazio ai giocatori solitari.
L’altro lato della medaglia dice invece che Brink è inutile in single player, ragion per la quale si consiglia l’acquisto soltanto a coloro che hanno intenzione di dedicare ad esso tempo e passione nelle modalità di gioco online, dove il titolo è davvero in grado di mostrare i muscoli e distinguersi da una massa di cloni di Halo e Call of Duty.
IN:
• Net-code performante
• Per certi versi innovativo
• Interessanti elementi parkour…
• Buona personalizzazione
• Longevo online
• Menu eleganti ed immediati.
OUT:
• Inutile in single player
• Trama appena accennata
• Comparto grafico deludente
• … ma goffi ed inferiori a Mirror’s Edge
• Gli è mancato il salto di qualità
Pagella:
Grafica: 7
Sonoro: 6
Giocabilità: 8
Longevità: 8
Globale: 7,8
Scheda tecnica:
Compatibilità: PC, PlayStation 3, Xbox 360 (versione testata)
Produttore: Bethesda
Sviluppatore: Splash Damage
Data di uscita: 13 maggio 2011
Prezzo: € 64,98 PS3/Xbox; € 49,98 PC
Link: Brink
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