Correva l’anno 1997 e la primavera faceva sbocciare i primi fiori di aprile mentre 3D Realms annunciava ufficialmente lo sviluppo di Duke Nukem Forever, sequel dell’apprezzato e amatissimo Duke Nukem 3D. L’uscita era inizialmente fissata entro la fine di quell’anno, poi del 1998. Infine, nel 2001 lo sviluppatore disse semplicemente che sarebbe uscito quando ultimato. Una frase, quella del “uscirà quando è pronto” che è diventata quasi una leggenda nell’industria.Sono passati da allora 10 anni netti, 14 se si considera il primo annuncio e Duke Nukem Forever, dopo aver cambiato piattaforme e sviluppatori più e più volte arriva finalmente nei negozi su PC, PlayStation 3 e Xbox 360. Un ritorno voluto e quasi inaspettato, quello che i fan attendevano da tanto tempo. Gearbox Software ha preso il lavoro di 3D Realms e lo ha ultimato. Pulito, perfezionato per l’uscita sul mercato. Con tutti i problemi del caso, si intende.

Sì perché volutamente inGame.it ha ritardato la pubblicazione della recensione di Duke Nukem Forever. Chi vi scrive ammette che non è stato assolutamente facile valutare il lavoro di 3D Realms prima, Gearbox Software poi (e non solo loro).
Del resto,chi assiduamente segue l’industria, sa benissimo che il gioco è stato massacrato dalla critica internazionale, a sua volta (si perdoni il gioco di parole) criticata da tutti gli appassionati.

Perché Duke Nukem Forever è uno di quei giochi che merita una valutazione diversa. Un giudizio fatto più su quello che realmente vale, non su come appare.
Dato che, inutile negarlo, il comparto tecnico ha chiaramente subito il passare degli anni, ma non può bastare questo a smontare completamente un prodotto (non si vuole giudicare il parere dei colleghi esteri, ma il 3 su una scala da 10 è veramente sensazionalista e pregiudizievole) che ad ogni modo riesce a dire la sua anche in un periodo nel quale l’industria dei videogiochi è letteralmente zeppa di sparatutto in prima persona.
Duke Nukem Forever è ambientato dodici anni dopo gli eventi narrati in Duke Nukem 3D. Il “Duca”, come viene affettuosamente chiamato dai suoi fan, è ormai un idolo mondiale incontrastato con ragazzini pronti ad inchinarsi pur di avere un autografo e donne che fanno lo stesso, ma di certo non per avere un autografo. O perlomeno non solo quello.
La pace, e quella che sembrava una meritata pensione per Duke, si interrompe quando la razza aliena che minacciò il globo terrestre nel predecessore torna per vendicarsi dell’umiliazione subita dal Duca. Lui, nonostante il Presidente degli Stati Uniti vorrebbe gestire la cosa in maniera più pacifica, non se lo fa ripetere due volte e torna ad imbracciare il suo devastante arsenale di armi per “spaccare qualche culo” (tanto per citare un modo di dire caro a Duke, rigorosamente "politicamente scorretto").

Qui inizia un’avventura fatta di sezioni ludiche ignoranti che rievocano i bei tempi andati del genere degli sparatutto in prima persona. Niente guerre mondiali, niente invasioni semi-serie ma solo armi dal potenziale devastante per sparare a qualsiasi cosa che si muova. Un concept vecchio e superato probabilmente, ma che ha dimostrato di essere ancora maledettamente divertente, perlomeno se affidato alle sapienti mani del mai dimenticato team di 3D Realms.
La campagna principale, da una longevità media decisamente superiore al 90% dei congeneri presenti sul mercato, si snoda in situazioni al limite dell’inverosimile, incredibilmente divertenti e da un level design molte volte ispirato altre decisamente un po’ meno, ma comunque in grado di intrattenere il giocatore fino all'ultimo.
Il Duca poi, come è giusto che sia, si rende continuamente protagonista di volgarità gratuite, insulti quasi razziali nei confronti degli extra-terrestri e un modo tutto suo di festeggiare le vittorie contro i canonici boss di turno. Ed anche un po’ di auto-ironia che non guasta mai, in particolare quando si ritrova a giocare nei panni di sé stesso proprio a Duke Nukem Forever.

La struttura ludica è dunque questa: uno sparatutto nel senso puro del termine, senza nessuna innovazione particolare o cambiamenti rispetto quanto visto qualche anno fa. Non si fa altro che sparare e sparare, con sequenze ogni tanto interrotte da enigmi ispirati che permettono bene o male di far funzionare un po’ il cervello in un gioco che di materia grigia non sembra apparentemente richiederne molta.
Chiaramente un gameplay di questo tipo è croce-delizia per l’intera produzione. Croce perché qualcuno potrebbe storcere il naso di fronte ad uno sparatutto che non offre nulla di nuovo al genere di appartenenza; delizia perché è divertente come forse pochi congeneri in questa generazione, e nell’intera storia, sono mai riusciti a fare. Delizia, inoltre, perché qualche nostalgico apprezzerà parecchio questa formula old-school.
Allora il giudizio complessivo è discreto, perché l’oggettività deve sempre farla da padrone al di là delle preferenze. Duke Nukem Forever è sì un gioco molto divertente e che nonostante tutto riesce ad intrattenere l’utente fino ai titoli di coda, ma è anche un titolo che si porta dietro i segni del tempo, tentando di limare con qualche scelta incomprensibile (come la possibilità di poter portare due sole armi per volta) giusto per farlo apparire più moderno, quando dopotutto la sostanza rimane pur sempre quella.
Va detto comunque che la stessa formula di gioco con un comparto tecnico più moderno sarebbe bastata a decretare il titolo come un nuovo possibile capolavoro per gli sparatutto in prima persona. Spiegando, tutti i veri problemi del gameplay nascono infatti da difetti tecnici: una intelligenza artificiale deficitaria, una iterazione con l’ambiente prossima allo zero e un motore fisico appena accennato.
Questo significa in ordine che gli avversari sono più pericolosi per il loro numero che per le loro capacità tattiche, con lo stile di Duke Nukem Forever un ambiente semi-distruttibile sarebbe stato il massimo ed un motore fisico come si deve avrebbe dato la possibilità di realizzare enigmi ambientali ancora più ricercati di quelli proposti dal gioco (considerato che molti giocano proprio sullo sfruttamento delle leggi fisiche).
Tralasciando comunque che qualche difetto extra-tecnico c’è, si veda qualche momento “morto” durante l’avventura forse messo lì per non stancare il giocatore tra una sparatoria e l’altra, e qualche volta un ripetersi delle sezioni platform, che appare quasi come una forzatura per allungare il brodo.
Chiudendo, la grafica del gioco è quella di un titolo vecchio diversi anni che ne ha passate di tutte i colori. Seppur l’impatto visivo sia complessivamente gradevole, è difficile non storcere il naso di fronte la pochezza poligonale di molti elementi, soprattutto i personaggi, delle animazioni totalmente scadenti e un livello di dettaglio tutt’altro che eccezionale.
La versione Xbox 360, la peggiore del “trio”, soffre persino di gravi cali di frame-rate nelle situazioni più concitate, segno di una ottimizzazione frettolosa su entrambi i sistemi casalinghi, dato che neanche su PS3 mancano i difetti rispetto lo stesso gioco su PC, dove vive senza dubbio la versione migliore.
Appunto positivo per il comparto sonoro completo delle musiche che hanno fatto la storia della serie, di buoni effetti sonori e di un doppiaggio in italiano tutto sommato buono, in particolare per la voce di Duke, che si rivela azzeccata al personaggio. Inutile il multiplayer, per il quale non vale neanche un’attenta disamina.
Commento finale
Come dice il fittizio Presidente degli Stati Uniti nel gioco, Duke Nukem Forever è il residuo di un’era al tramonto, quella che negli anni ’90 divertì un’intera generazione che oggi si trova quasi commossa a poter finalmente giocare il Duca in “quel” modo.
Il titolo dunque, nonostante i vari difetti sul comparto ludico ed in particolare su quello tecnico, si rivela un prodotto estremamente divertente, abbastanza longevo ed impegnativo che sicuramente intratterrà senza problemi tutti gli appassionati della saga e del genere, perlomeno nel suo vecchio.
Per tutti gli altri, si consiglia di provare almeno la demo, perché Duke Nukem, almeno una volta nella vita, merita di essere provato.
IN:
- Duke Nukem
- Campagna longeva, impegnativa e divertente
- Ha carisma e stile da vendere
- Sregolato e volgare come pochi
OUT:
Pagella:
Grafica: 6
Sonoro: 7,5
Giocabiità: 7,5
Longevità: 8
Globale: 7,5
Scheda tecnica:
Compatibilità: PC, PlayStation 3, Xbox 360 (versione testata)
Produttore: 2k Games
Sviluppatori: Gearbox Software/3D Realms/Triptych Games/Piranha Games
Data di uscita: Disponibile
Prezzo: € 49,99 (PC)/ € 69,99 (PS3, Xbox 360)
Link: Duke Nukem Forever
- Comparto grafico datato
- Enigmi buoni ma talvolta ripetuti
- Multiplayer sottotono, per non dire inutile
- Il gameplay vecchia scuola potrebbe non piacere a tutti
- IA deficitaria ed altri problemi tecnici
Pagella:
Grafica: 6
Sonoro: 7,5
Giocabiità: 7,5
Longevità: 8
Globale: 7,5
Scheda tecnica:
Compatibilità: PC, PlayStation 3, Xbox 360 (versione testata)
Produttore: 2k Games
Sviluppatori: Gearbox Software/3D Realms/Triptych Games/Piranha Games
Data di uscita: Disponibile
Prezzo: € 49,99 (PC)/ € 69,99 (PS3, Xbox 360)
Link: Duke Nukem Forever
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